buonomo veglia

architettura  ingegneria

gara per l'ampliamento del museo dell'automobile - torino

settore

cultura

luogo

torino

cliente

museo dell'automobile di torino

area

mq 17.030

progetto di concorso

buonomo veglia srl con testa & veglia architetti, arch. andrea lace, arch. benedetta veglia

progetto impianti meccanici

studio renato lazzerini

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progetto

museo dell'automobile

data

2005

costo

euro 14.000.000

progetto impianti elettrici

el srl engineering service

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Nel progetto presentato da Buonomo Veglia (a capo del raggruppamento comprendente Testa e Veglia Architetti, A. Lace, B. Veglia, Studio Lazzerini, R.Zorzi), il rinnovamento del complesso museale si basa su cinque punti chiave:
• la chiusura della corte centrale, sostituita da un grande atrio vetrato;
• la rilocalizzazione dell’ingresso principale sulla testata dell’atrio;
• il nuovo edificio destinato ad ampliare la superficie espositiva;
• la chiusura dell’ingresso carrabile su corso Unità d’Italia, sostituito dalla caffetteria;
• il concentramento di tutti i parcheggi in un nuovo multipiano sotto alla ripa.
La filosofia progettuale è basata sulla forte integrazione di architettura, strutture e impianti, che lavorano insieme, influenzandosi reciprocamente.

Nell’ottica del contenimento dell’impatto ambientale dell’edificio il progetto tiene conto dei seguenti punti:
• riduzione delle emissioni di CO2;
• riciclaggio e riuso dei materiali;
• atossicità dei materiali;
• adozione di dispositivi capaci di migliorare la performance ambientale;
• illuminazione a basso consumo;
• qualità dell’aria e ventilazione;
• controllo del rumore;
• consumo e conservazione delle acque;
La chiusura della corte centrale rappresenta l’occasione per dotare il complesso di un cuore aulico.
È pensato come una piazza e può essere usato come tale: luogo d’incontro e di riunione, dehors della caffetteria, sala di lettura del centro di documentazione, mercatino del bookshop, ristorante all’aperto, luogo di eventi, concerti, manifestazioni, esposizioni temporanee.
L’atrio avrà un ruolo cardine nella strategia ambientale dell’edificio: consentirà di sfruttare, per la climatizzazione, l’energia solare passiva, gratuita e rinnovabile.
Un vantaggio traducibile (secondo il modello matematico che abbiamo messo a punto) in un significativo risparmio nei costi di gestione del complesso rispetto alla situazione in cui l’atrio non sia presente. L'ingresso attuale viene spostato dal trafficato corso Unità d'Italia sulla più tranquilla via Richelmy. 
L'attuale passo carraio dell'ingresso, divenuto disponibile, ospita la nuova caffetteria che si affaccia da un lato verso la collina e il Po e dall'altro verso il grande Atrio. 
La chiusura verso corso Unità è una grande vetrata che segue l'andamento della scarpata, mantenendo inalterate le pareti in pietra.
Una scenografica scalinata raccorda corso Unità d’Italia al piano dell'atrio e della caffetteria.
Tutti i parcheggi sono stati concentrati -anche per ridurre il numero degli accessi da controllare - e rilocalizzati in un multipiano ricavato  sotto la ripa verso il corso. 
Il corpo di espansione è pensato per essere una perfetta macchina espositiva, rispondente ai più nuovi criteri museografici. 
E’ un volume a quattro piani su pianta rettangolare. I tre piani dell’esposizione saranno a pianta completamente libera, per consentire il massimo della flessibilità di utilizzo.
La pelle dell’edificio sarà immagina cieca, per rispondere alle esigenze di una museografia che richieda spazi paragonabili a teatri di posa, in cui l’illuminazione artificiale e le proiezioni giocano un ruolo dominante nel definire la scenografia della mostra. 
Questo parallelepipedo monolitico, rivestito da pareti ventilate in pannelli di acciaio inox, sarà collegato alla manica museale esistente da un cuscinetto completamente vetrato: uno spazio di filtro che conterrà icollegamenti verticali e la distribuzione orizzontale di visitatori e impianti venendo a costituire la spina dorsale tecnologica dell’area espositiva. 
Nell’ottica di ridurre l’impatto di nuovi elementi eterogenei sui fabbricati esistenti le scale di sicurezza del corpo principale sono state poste alle estremità del lato ovest del fabbricato
principale e quelle del nuovo fabbricato alle estremità del corpo di collegamento con il vecchio. Sono tutte uguali:
hanno struttura in acciaio e rivestimento in lamiera microforata di acciaio inox che mascherano le rampe e le fanno percepire come volumi cilindrici semitrasparenti e diventano elementi ordinati della composizione architettonica.

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